Immagine dal vero degli immigrati e delle varie comunità in Sicilia

Sensibilizzazione ed Empowerment

La presenza di individui provenienti da altri ambiti territoriali, distanti geograficamente e/o socialmente, genera, di frequente, nelle comunità di accoglienza sentimenti di diffidenza con l’effetto di rallentare in maniera ulteriore il già difficile processo di inclusione sociale. Come afferma una recente indagine Istat sulle “Discriminazioni in base al genere, all’orientamento sessuale e all’appartenenza etnica”, il 59,5% dei cittadini afferma che nel nostro Paese gli immigrati sono discriminati, cioè sono trattati meno bene degli italiani. La maggior parte degli intervistati ritiene difficile per un immigrato l'inserimento nella nostra società (80,8%): addirittura il 2,4% lo ritiene impossibile.

La cultura del sospetto e della diffidenza nei confronti degli immigrati è stata negli anni diffusa soprattutto dai mass media: gli immigrati singolarmente sono stati considerati causa di allarme sociale, paura, preoccupazione; come fenomeno, l’immigrazione, è stato associato a problemi più complessi quali la delinquenza, il terrorismo e la clandestinità. Ad oggi la tendenza dei media è quella di affrontare il tema dell’immigrazione in chiave negativa piuttosto che positiva; concentrandosi non sulle capacità di un individuo ma sulla sua condizione, non sulle doti ma sulle carenze, non sui risultati ottenuti ma su quelli che lo status gli preclude. Kaneman, vincitore nel 2002 del Premio Nobel per l'economia, ha rilevato che i nostri processi decisionali determinati dall’azione non sono assolutamente razionali ma piuttosto condizionati da scorciatoie mentali dette euristiche. L’euristica della disponibilità non è altro che la funzione cognitiva che permette all’individuo di discriminare attraverso gli episodi più frequenti in memoria (disponibili). Di conseguenza si prevedono gli eventi come probabili sulla base non di ricerche accurate, ma piuttosto sulla base di ciò che abbiamo vissuto o di ciò che abbiamo visto (TV, film, giornali, web, ecc).

I principali bersagli di questa cattiva informazione sono soprattutto i giovani, le cui coscienze vengono ormai plasmate dai media. Come dimostra uno studio "Io e gli altri: i giovani italiani nel vortice dei cambiamenti", il 45,8% dei giovani italiani sono “improntati al razzismo”. Si tratta di giovani che mostrano atteggiamenti di minor apertura, quando non di vero e proprio rifiuto e negazione dell’altro e sono soprattutto maschi. Il profilo più estremo del razzismo tra i giovani descrive una persona che ostenta superiorità e persistente bisogno di potenza. Ha atteggiamenti apertamente omofobici, spinte antisemitiche, convinzione dell'inferiorità delle donne.

Il nostro progetto vuole portare alla ribalta le storie di successo degli immigrati residenti in Sicilia, contribuendo da un lato, (come segno di crescita di consapevolezza all’interno del mondo dell’immigrazione) a rendere possibile e desiderabile una visione reale del loro mondo che mai sarebbe stata ritenuta legittima e dall’altro, a favorire la caduta di quei pregiudizi e di quelle barriere che escludono la loro inclusione sociale. Prendendo ad esempio la piramide dei bisogni di Maslow, la nostra proposta non interviene sui cosiddetti bisogni fisiologici (legati alla sopravvivenza fisica; mangiare, dormire) o sui bisogni di sicurezza, (consapevolezza di avere punti fermi, nel sentirsi accolti, nel sapersi orientare nello spazio con senso di padronanza dell'ambiente). Il sentire comune, nonché l’autorità e il legislatore, hanno da sempre attribuito agli immigrati unicamente i bisogni di primo e di secondo livello rendendo inefficace il processo di inclusione sociale.

Come dimostrato da altri progetti europei su “sensibilizzazione e empowerment” solo il riconoscimento all’immigrato di tutti i bisogni indicati nel modello di Maslow consente di rispettare veramente le loro esigenze e di riconoscerne in pieno la loro autonomia. Significa, riprendendo Sen, garantire quella “libertà di acquisire” che è alla base dell’integrazione e dell’uguaglianza.

Con il progetto “Immagine dal vero, degli immigrati e delle varie comunità in Sicilia” puntiamo a promuovere un’immagine reale degli immigrati per innalzare e valorizzare il profilo dei loro giovani (empowerment) e a condurre le nuove generazioni siciliane ad una percezione più equilibrata e veritiera sulla migrazione, l’inclusione sociale e le pari opportunità (sensibilizzazione).

Attività progettuali:
1) Ricerca psicosociale: indagini comparative su gruppi di giovani immigrati per misurare i sentimenti di autoefficacia. Indagini comparative su gruppi di giovani siciliani per misurare e analizzare le paure, gli equivoci e i pregiudizi dominanti sul tema dell’immigrazione.
2) Produzione e distribuzione del documentario. Il film porterà in primo piano le storie di vita vera degli immigrati, evidenziando i benefici che apportano nel contesto in cui vivono.  
3) Progetto editoriale Sensibilizzazione ed Empowerment.